I Paesi europei faticano a rispondere alla richiesta di invio di missili Patriot all’Ucraina, in un momento in cui Kyiv ha estremo bisogno di difendere i suoi cieli da droni e missili balistici russi.
Al Consiglio UE Difesa organizzato lunedì a Bruxelles, i ministri avrebbero dovuto rispondere alla richiesta dell’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, sulla possibilità di trasferire parte delle proprie scorte a Kyiv in attesa di nuove forniture dagli Stati Uniti, pagate con i fondi messi a disposizione dall’UE, e dell’eventuale produzione in licenza di intercettori in Ucraina. I Paesi sui quali si stanno concentrando in particolare le pressioni europee sono Polonia, Spagna e Grecia.
“Purtroppo oggi non sono stati assunti nuovi impegni” da parte degli Stati membri dell’UE sugli intercettori per l’Ucraina, ha ammesso Kallas parlando in conferenza stampa dopo il Consiglio Difesa. “Molti hanno sostenuto la possibilità di questo scambio. Vediamo che cosa ne verrà fuori”, ha aggiunto, riferendosi alla proposta di consegnare a Kyiv i missili già presenti negli arsenali nazionali per poi ricostituire le scorte con le nuove forniture.
Kallas ha ricordato che i ministri della Difesa hanno discusso del tema con il loro omologo ucraino, Yevheniy Khmara. “La difesa aerea rimane la priorità assoluta per l’Ucraina. Assistiamo ad attacchi ogni giorno. Il ministro della Difesa ucraino, Khmara, lo ha ribadito con chiarezza”, ha spiegato l’Alta rappresentante.
La richiesta di Bruxelles resta dunque quella di utilizzare, almeno temporaneamente, parte delle riserve nazionali. L’obiettivo è permettere all’Ucraina di affrontare la fase più immediata dell’offensiva russa, mentre i Paesi che cedono gli intercettori potrebbero rimpiazzarli con i missili di nuova produzione ordinati successivamente. È proprio questo meccanismo di “swap” che, secondo Kallas, diversi ministri hanno sostenuto durante la riunione, senza tuttavia tradurlo per il momento in nuovi impegni concreti.
“L’Ucraina si trova ad affrontare un inverno difficile”, ha affermato da parte sua il segretario di Stato tedesco Sebastian Hartmann, citato dai media tedeschi, sottolineando che la Germania è pronta a dare il proprio contributo sia con i missili Patriot sia con i sistemi IRIS-T.
Ucraina, Bruxelles sblocca altri 6,1 miliardi per la difesa: fondi anche per i missili Patriot PAC-3
Il 10 settembre la Commissione europea ha approvato un finanziamento di 6,1 miliardi di euro per l’Ucraina, nell’ambito di un prestito complessivo di 90 miliardi, da utilizzare anche per l’acquisto di droni e missili intercettori PAC-3 per i sistemi di difesa aerea Patriot, e si prepara a erogare la successiva tranche da 4,3 miliardi.
La scorsa settimana il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, ha invece affermato che Donald Trump avrebbe acconsentito a concedere all’Ucraina una licenza per produrre sul territorio ucraino i propri sistemi di difesa aerea Patriot, progettati negli Stati Uniti. La Casa Bianca non ha ancora confermato. Anche qualora la licenza venisse formalmente rilasciata nelle prossime settimane, tuttavia, sarebbero necessari mesi prima che i primi sistemi o intercettori prodotti in Ucraina possano entrare in servizio.
Nel frattempo, Kyiv sta collaborando con i partner europei allo sviluppo del proprio sistema di difesa aerea Freyya, ma anche in questo caso saranno necessari mesi prima che possa diventare operativo.

